8 Dic 2021

Hai trovato un Consulente finanziario indipendente? SI, NO, forse.

Nel mondo attuale sempre più complesso e denso di informazioni, quando si tratta di gestione del risparmio o va bene tutto o non va bene niente.

Non ci sono vie di mezzo e quindi in Italia non va bene niente.

Nell’ultimo rapporto biennale redatto da Morningstar che valuta le esperienze degli investitori di fondi comuni di 26 mercati tra Nord America, Europa e Asia, al primo posto si sono piazzati Australia, Olanda e Stati Uniti, grazie alle economie di scala ma soprattutto ad un ente regolatore efficace che innalzato il livello di trasparenza in materia di commissioni sui prodotti finanziari. Non a caso in questi paesi dove esiste da tempo la consulenza finanziaria indipendente, vi è un innegabile ed evidente vantaggio a favore dei risparmiatori.

In fondo alla classifica c’è l’Italia che condivide l’ultimo posto insieme a Taiwan per costi e oneri applicati alla clientela. Ciò dipende dalle commissioni di ingresso e di retrocessione a favore delle banche e delle reti di vendita.

Non ha certamente aiutato all’evoluzione della trasparenza, l’assenza fino a poco tempo fa dei consulenti indipendenti. Basti pensare che in Italia l’autorizzazione e l’avvio della sezione dei consulenti finanziari indipendenti ha avuto un iter legislativo durato 20 anni, mentre tale attività negli stati uniti esiste fin dagli anni Settanta e in Inghilterra la RDR inglese ha vietato da parte delle case di gestione il pagamento di provvigioni ai consulenti finanziari già a partire già dal 2012.

Finalmente anche in Italia da dicembre 2018, un cliente rimanendo all’interno della propria banca può scegliere tra una consulenza finanziaria realmente indipendente e quella tradizionale dello sportello bancario o del classico promotore finanziario, oggi chiamato consulente abilitato all’offerta fuori sede.

La consulenza finanziaria è oramai una imprescindibile necessità se si vuole raggiungere gli obiettivi che ognuno si prefigge investendo al meglio il proprio patrimonio. D’altro canto, nel mondo moderno il fai date è quanto di più pericoloso e rischioso. Come può il singolo risparmiatore, investitore ottimizzare i propri risparmi dovendo effettuare una selezione su oltre 100.000 titoli tra azioni, obbligazioni, fondi, sicav, polizze, certificati?

Purtroppo, le informazioni disponibili sul mercato non aiutano in questa impresa. L’obiettivo dei giornali è vendere le copie, della televisione o delle radio fare ascolti e non far guadagnare i clienti. Delle banche è macinare quante più commissioni possibili. Di tanti guru del trading online vendere corsi (anche perché se avessero scoperto il sistema per moltiplicare i soldi non avrebbero bisogno di vendere corsi e sarebbero stati già assunti da qualche banca d’affari a gestire miliardi di dollari o euro).

Non solo per il risparmiatore, ma anche per le imprese, le fondazioni, le associazioni, i fondi pensione di categoria e in generale ove esista un patrimonio da gestire, diventa indispensabile avvalersi di un consulente finanziario.

Ma dove trovare il consulente adatto alle vostre esigenze?

Un rapporto tra consulente finanziario e cliente è basato prima di qualsiasi altra cosa sul prerequisito della TRASPARENZA che determina tra le parti la FIDUCIA. Quest’ultima nell’ambito delle attività professionali e di impresa, la cosiddetta referenza attiva (il passa parola) è sempre stata la modalità prevalente, ma non del tutto efficiente. Infatti, la bassa conoscenza finanziaria del già cliente o l’eccessiva fiducia potrebbe consigliarci il professionista sbagliato.

Quindi come risolvere il problema?

Dalle dichiarazioni dei clienti nella compilazione del questionario MIFID 2, si evince che il mezzo principale di informazione anche nel settore finanziario, del risparmio e degli investimenti è internet.

Navigando su internet e sui social capita sempre più spesso di trovare pubblicità e articoli di società, banche e consulenti finanziari che si professano indipendenti e quindi fanno trasparire al mercato e ai clienti potenziali il messaggio di lavorare esclusivamente nel pieno interesse del cliente e quindi non condizionati da logiche commerciali, promozioni di alcuni prodotti di investimento, completamente svincolati da incentivi provvigionali, benefits, viaggi premio, rimborsi economici, raggiungimento di budget, avanzamenti di carriera etc. etc. Vediamo di fare chiarezza tra i vari modelli di consulenza offerta:

Commission Only

È il classico modello distributivo che tutti conoscono, la remunerazione del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (ex promotore finanziario), dell’agente di assicurazioni, del dipendente della banca o delle poste avviene attraverso le provvigioni generate dalla vendita del prodotto di investimento o della polizza assicurativa. Nel caso di un dipendente la provvigione fa parte del budget di filiale che giustifica lo stipendio dell’addetto ai titoli che riceve a sua volta enormi pressioni dal suo capo area per vendere questo o quel prodotto finanziario. Non a caso da anni il sindacato FABI dei bancari combatte contro le banche al fine di regolamentare in qualche modo queste pratiche scorrette, non solo a tutela dei risparmiatori ma anche degli stessi dipendenti quali tra i maggiori consumatori di psicofarmaci.

Fee and Commission altrimenti chiamata: Fee on Top

È un modello simile al precedente che sta sempre più prendendo piede nelle reti di consulenza finanziaria. Il cliente oltre a pagare le commissioni sui prodotti finanziari, sostiene anche una parcella di consulenza non indipendente. In buona sostanza è come se l’oste consigliasse il proprio vino o altri vini tra quelli già disponibili in negozio e oltre a guadagnare sulla vendita della bottiglia si facesse pagare una parcella aggiuntiva per il consiglio dispensato.

Fee Offset

In questo caso il cliente paga una parcella di consulenza alla banca per farsi costruire un portafoglio esclusivamente tra i prodotti di investimento che rientrano nelle politiche contrattuali del prodotto e nelle logiche commerciali con le società di gestione. Con il modello “Fee Offset” il cliente ottiene uno sconto sulle commissioni di una parte dei suoi investimenti, ma in ogni caso la somma del costo di consulenza e dei prodotti sottostanti sono sempre più onerose che pagare solo le commissioni sui singoli prodotti. Si tratta di una consulenza non in linea con gli interessi del cliente. Ciò dipende dalla non utilizzabilità di tutti gli strumenti finanziari che il mercato ci mette a disposizione, dalla non efficienza fiscale, dal dover in ogni caso trasferire il patrimonio presso quella banca anziché ricevere una consulenza trasversale su tutte le banche del cliente e con una visione di insieme.

Fee Only (Fully Independent)

Si tratta dell’unica vera consulenza finanziaria in quanto il professionista è completamente svincolato da qualsiasi intermediario bancario, finanziario o assicurativo. Una indipendenza soggettiva e la remunerazione avviene solo ed esclusivamente a parcella da parte del cliente. Una consulenza trasparente al 100% e senza alcun conflitto di interessi.

Fatte tutte queste opportune premesse vediamo alcuni casi:

1. Comprare un fondo o una sicav consigliata dal promotore (commission only)
2. Comprare una polizza vita consigliata da un agente di assicurazioni (commission only)
3. Aderire a una gestione patrimoniale di investimento (fee and commission)
4. Pagare un consulente per mezzo di una parcella da lui direttamente emessa (Fee Only)
5. Sottoscrivere un paniere di fondi e certificati in filiale (Commission Only)
6. Sottoscrivere una linea di gestione presso intermediari esterni alla propria banca, es.Moneyfarm, Euclidea, Easim (Fee offset)
7. Aderire a un servizio di investimento a parcella pagata direttamente alla banca con restituzione di una parte delle commissioni sui prodotti sottostanti es. Plus di Fineco, Fogli di Fideuram etc. (Fee offset)
8. Acquistare Fondi presso la propria banca in autonomia con il fai da te (commission only), perché anche se la decisione la prendete da soli, la commissione è insita nel prodotto e non eliminabile.
9. Lasciarsi consigliare dal dipendente di filiale (commission only)
10. Avere un unico professionista che seleziona i migliori investimenti su una o più banche potendo spaziare su tutti i titoli e gli strumenti finanziari disponibili sul mercato (Fee Only).

In internet si vedono molti siti personali di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede che non specificano per quale banca lavorano. Ciò è in palese conflitto con la normativa perché devono sempre indicare per chi lavorano. In altri casi dichiarano che sono indipendenti motivando il fatto che non sono obbligati a vendere i prodotti della propria banca ma hanno a disposizione fondi di terzi, anche questo è un messaggio fuorviante e non privo di conflitti di interessi essendo sempre remunerati a provvigione. Un consiglio su un fondo esterno alla banca potrebbe essere condizionato da una provvigione più alta al promotore, rispetto ad un altro fondo migliore dal punto di vista delle caratteristiche ma non consigliato in quanto meno remunerativo. Il cliente non ha nessun strumento per verificare con esattezza la qualità del consiglio ricevuto.

Poi vi sono altri casi come, ad esempio, Moneyfarm che dichiara di essere il miglior servizio di consulenza indipendente ma offre un servizio limitato e limitativo. Il cliente aderisce a linee di investimento preconfezionate e non personalizzate, inoltre ha un’offerta limitata solo su ETF e con portafogli che non possono beneficiare delle minusvalenze eventualmente accumulate nel proprio zainetto fiscale. In ogni caso il cliente deve trasferire il capitale dalla sua banca alla società di investimento. Più che di un consulente finanziario, Moneyfarm è un intermediario e offre un prodotto di investimento. Tra l’altro di proprietà tra gli altri di Allianz e Poste Italiane.

Come ricercare o verificare la tipologia di consulenza ricevuta?
Come trovare un consulente realmente indipendente e che lavora esclusivamente nell’interesse del cliente?

La soluzione è semplice! Visitare il sito dell’organismo di stato dei consulenti finanziari alla pagina:
https://organismocf.it/portal/en/web/portale-ocf/ricerca-nelle-sezioni-dell-albo

1) Inserire nome e cognome
2) Nel menù “Sezione Albo” selezionare: Independent Financial Consultant/consulente finanziario autonomo

Effettuare la ricerca e verificare la corretta iscrizione nella sezione degli autonomi/indipendenti e di essere entrati in contatto esclusivamente con un consulente autorizzato e che opera in modalità Fee Only (fully Independent).

In alternativa si può effettuare una ricerca anche sul sito della NAFOP, l’associazione nazionale dei consulenti finanziari indipendenti alla pagina: https://www.nafop.org

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