13 Ott 2022

Polizze vita a gestione separata, la fine del rendimento garantito

Le polizze di investimento a capitale garantito, negli ultimi anni hanno avuto un enorme successo nei confronti di quei clienti che desideravano ottenere un rendimento lineare anno per anno unito alla garanzia del capitale al momento del rimborso. Si tratta delle classiche polizze a GESTIONE SEPARATA.

La principale caratteristica delle gestioni separate è che il calcolo del rendimento avviene per mezzo dei flussi di cassa delle cedole  delle obbligazioni e dei dividendi delle azioni (poche) in portafoglio senza tenere conto delle oscillazioni di prezzo dei singoli titoli. In questi prodotti la contabilizzazione dei titoli avviene al prezzo di acquisto ed eventualmente al saldo al momento della vendita anticipata. Viceversa, nei fondi di investimento o nell’acquisto diretto dei singoli titoli, la valorizzazione avviene giornalmente.

Negli ultimi anni le gestioni separate hanno aumentato enormemente le loro masse e ciò è dovuto ai rendimenti dell’ordine del 2-3% all’anno garantiti per l’appunto dal flusso cedolare di titoli di vecchia emissione, quindi decisamente più elevati rispetto ai rendimenti dei titoli di stato più recenti e delle obbligazioni investment grade che fino all’anno scorso riconoscevano rendimenti negativi per durate fino a 5 anni o rendimenti modesti dell’ordine del 1,20% medio all’anno con punte minime del 0,49% sulle durate decennali.

Nella tabella seguente il grafico dei rendimenti riconosciuti da un titolo di stato decennale:

Le gestioni separate assicuravano rendimento più elevati, costanti e senza la volatilità tipica dei titoli a lunga scadenza quotati sul mercato, ecco perché ancora oggi rappresentano il 62% della produzione assicurativa vita, ma in netto calo rispetto al 2021.

Negli anni le gestioni separate hanno visto progressivamente cambiare le proprie condizioni contrattuali:

• Hanno ridotto il rendimento garantito per contratto, (SEMPRE AL LORDO DEI CARICAMENTI) dal 4% all’anno fino all’attuale 0% sui nuovi contratti stipulati negli ultimi anni.
• Hanno modificato il consolidamento dei risultati da annuale a pluriennale, in alcuni casi quinquennale, con il risultato che il capitale viene garantito solo se il cliente esercita il riscatto in apposite finestre temporali.
• Hanno introdotto commissioni di ingresso e importanti penali di uscita in caso di richieste di rimborso nei 4/5 anni successivi.
• Nel KIID (Key information document) hanno introdotto l’avvertenza che la compagnia potrebbe non essere in grado di rispettare gli obblighi contrattuali che di fatto equipara il prodotto assicurativo a qualsiasi obbligazione in termini di rischio insolvenza.

Gli attuali rendimenti medi netti delle gestioni separate al 1%

L’ultimo bollettino statistico IVASS analizza il rendimento delle gestioni separate connesse alle polizze rivalutabili di ramo 1. L’analisi evidenzia come si sia passati da un rendimento lordo del 3,1% del 2017 ad un rendimento più modesto del 2,5% del 2021. A questo dato va sottratto il costo di gestione annuale che mediamente sui contratti assicurativi pesa per 1,1%. Il risultato finale è un rendimento medio del 1,4% al lordo di ulteriori caricamenti, quali le commissioni di entrata, uscita, costi assicurativi di copertura vita, diritti di emissione polizza, etc… a cui ovviamente va decurtata la ritenuta fiscale che pesa per circa il 20% trattandosi di un portafoglio misto.

Tale rendimento è stato prodotto prevalentemente dai titoli di stato che hanno pesato all’interno delle GS per 84% nel 2017 e nel corso degli anni si sono leggermente ridotti fino ad arrivare ad un peso del l’80% nel 2021.

Gestioni Separate vs BTP

Soltanto un fa, il confronto tra BTP e gestioni separate era a netto favore di quest’ultime che riconoscevano rendimenti come già detto del 1,00% lordo decisamente superiore ai titoli di stato con rendimenti fino a 5 anni negativi, oppure ottenuti tra lo 0,5% e 1% sulle emissioni con scadenze decennali.

Oggi il confronto si è completamente ribaltato in quanto le gestioni separate non hanno modificato la tendenza del 2021 e questo attualmente comporta un rendimento reale fortemente negativo rispetto agli attuali livelli inflazionistici. Mentre i rendimenti dei titoli di stato hanno subito una forte impennata con crescite di diversi punti percentuali rispetto solo ad un anno fa,

Vediamo qualche esempio:

1. BTP a   3 anni rendimento netto annuo 3,0%
2. BTP a   5 anni rendimento netto annuo 3,5%
3. BTP a   7 anni rendimento netto annuo 4,0%
4. BTP a 10 anni rendimento netto annuo 4,5%
5. BTP a 15 anni rendimento netto annuo 5,0%

È del tutto evidente che agli investitori più attenti a caccia di rendimenti garantiti, non è sfuggita la possibilità di investire direttamente nei titoli di stato andando a disintermediare costosi prodotti assicurativi. Storicamente chi possiede una gestione separata ha un orizzonte temporale pluriennale e ad esempio su cinque anni perché accontentarsi dell’1% quando è possibile ottenere il 3,5% annuo a parità di rischio ?

Il rischio mercato delle gestioni separate

Come già evidenziato le gestioni separate contabilizzano i titoli a valore di carico e non a mercato. In questa logica il rischio che gli investitori decidano di riscattare è molto elevato, anzi è un processo che è già iniziato. Questo porta le compagnie a vendere i titoli sottostanti e parte di questi hanno certamente valori di carico superiori all’attuale valore di mercato. A questo punto sarebbero obbligate a contabilizzare sostanziose perdite mettendo in crisi tutto il sistema assicurativo del ramo vita e ciò potrebbe penalizzare i clienti più lenti a disinvestire.

Modifiche legislative all’orizzonte?

Al fine di evitare una crisi delle imprese assicurative, anche lo stato italiano potrebbe attuare una modifica dell’attuale impianto legislativo che autorizza le compagnie a limitare o sospendere la possibilità di riscattare i prodotti assicurativi in caso di crisi finanziarie. Un provvedimento che la Francia ha adottato già nel 2017 con la legge Sapin 2, una sorta di BAIL IN delle polizze vita in cui il cliente viene coinvolto di fatto nelle crisi di sistema.

In conclusione, non esistono porti sicuri al 100%. Esistono come sempre clienti che non vogliono approfondire o preferiscono non vedere gli effetti macroeconomici di un sistema finanziario legato come è giusto che sia ai mercati finanziari globali.

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