9 Ago 2021

Smart Working e le sue conseguenze nella scelta degli investimenti

Please, Please let me work from home!!

Quali sono le caratteristiche del c.d. “smart working”.
Tale termine diventato di monda negli ultimi 18 mesi, come noto, si può tradurre con l’espressione italiana “lavorare da casa”.

Ebbene, dopo mesi di lockdown forzati e di lavoro in “smart working”, in molti, direi tantissimi, non vogliono più rinunciare alla comodità del lavoro “in pantofole”.
E questo è un trend che non va sottovalutato, per diverse ragioni.

Lavorare da casa offre molteplici vantaggi. In primo luogo, consente di organizzare al meglio il proprio tempo, aumentando la produttività e aumentando il tempo libero. Non solo vengono eliminate le noiose, costose ed improduttive ore dedicate al c.d. “commuting” vale a dire agli spostamenti da e verso il luogo di lavoro. Lavorare da casa consente di risparmiare denaro per le baby sitter, consente di stare più vicino ai propri cari (figli, mariti/mogli, genitori), ma consente anche di fare più cose contemporaneamente. Si leggono in rete interviste di persone che evidenziano come lavorare da casa consenta di gestire in modo ottimale una conference call di lavoro mentre si stira, si cucina o si fanno faccende domestiche. Lavorare da casa consente di sostituire “l’irrinunciabile” pausa caffè con il collega logorroico con altre mansioni più produttive, come caricare una lavatrice o piegare i panni appena asciutti.

In sintesi, il lavoro da casa “allunga la vita”. Riduce i tempi morti, aumenta la produttività, consente di avere più tempo libero per sè e per gli altri.

E allora, mai come in questa situazione, il cittadino medio, il lavoratore ha capito una cosa: il valore economico del tempo libero. Tale concetto, analizzato in modo veloce nei libri di scuola o dell’università, nel mondo da Covid19 sta assumendo un valore sempre più importante. Finalmente i lavoratori hanno capito quanto valga il tempo libero e lo hanno capito talmente tanto che per averne una fetta addizionale, sono disposti a pagare, come si suol dire… “voglio lavorare da casa, costi quel che costi”. Ma quanto costa?

Recenti sondaggi condotti da Breeze, una compagnia di assicurazione, evidenziano che il 65% dei lavoratori americani sarebbero disposti a rinunciare al 5% del proprio salario pur di lavorare da casa, ma alcuni (circa il 15%) sono disposti anche a tagli del 25%! E questo non è poco e mette in evidenza i diversi punti di break even. Per alcuni lavoratori recarsi in ufficio ha dei costi spaventosi, non solo in termini di tempo, ma anche in termini economici. Costi di treni, metropolitane, gasolio per l’auto, costi di riparazione e manutenzione del proprio automezzo. Per non parlare poi dei costi indiretti sostenuti dai liberi professionisti che per andare al lavoro possono aumentare il rischio di contrarre virus influenzali che li fermano a letto a casa per giorni.

In alcuni posti come Londra o New York, poter lavorare da casa fa’ una differenza enorme. Per chi abita a un’ora da Londra i costi annui del “commuting” per andare in ufficio possono raggiungere anche i 5000-7000 pound annui. Una fetta importante del proprio stipendio.

E così, molti degli intervistati nel sondaggio, non solo sono disposti a rinunciare a parte del loro stipendio pur di continuare a lavorare da casa. Essi potrebbero valutare anche riduzioni del numero delle giornate di ferie o rinuncerebbero anche a “privilegi” come il diritto di voto, l’abbonamento a Netflix o ad Amazon. (qua viene da sorridere perché’ questo aspetto evidenzia che Netflix e Amazon sono considerati ormai dei servizi “vitali”).

Allo stesso tempo, molti datori di lavoro iniziano a prendere coscienza del mutato scenario lavorativo e della domanda di lavoro. Per poter fare incontrare domanda ed offerta, molte aziende hanno iniziato ad offrire “benefits” a chi torna nel proprio desk in ufficio. Ad esempio, vengono offerte sedute di Yoga, servizi di baby sitting, pasti gratis e addirittura party aziendali. Mentre altre aziende hanno compreso che lasciare il dipendente a casa consente un risparmio di circa ulteriori 1000 euro mensili. Si tratta del costo di logistica, garantire una stanza, una scrivania in uno stabile con servizi di portineria e guardiania.

Da quanto esposto sopra risulta evidente che il mondo del lavoro sta radicalmente cambiando e questo non potrà che avere conseguenze anche in termini economici e di stock picking.

Se il remote working inizierà ad essere un “modus lavorandi” consolidato, aumenterà la disponibilità liquida per le famiglie. Il denaro precedentemente speso per pasti fuori casa e commuting verrà in primis risparmiato e poi speso in altri beni e servizi. L’aumento del risparmio si tradurrà in maggiore potere d’acquisto in futuro o in maggiore liquidità da riversare sui mercati finanziari. In sostanza, dal punto di vista economico-finanziario, il consolidamento nel tempo dello smart working equivale all’introduzione di un incentivo fiscale per le famiglie. Il risultato finale, infatti, è appunto una contrazione delle spese ed un aumento dell’utile netto della famiglia.

In secondo luogo, a livello micro potremmo assistere ad una minore domanda di servizi di trasporto (si pensi ai mezzi pubblici (autobus e metro) a società coinvolte nel trasporto ferroviario o nella vendita di biglietti. Si assisterà ad una riduzione del business per fast food, e piccoli esercenti specializzati nella vendita di cibo (Starbucks, McDonald, etc). Si potrà probabilmente assistere ad una crisi del mercato immobiliare commerciale, già si iniziano a vedere nelle grandi città gli uffici di grande metratura sfitti.

Al contrario, potremmo assistere ad un consolidamento dei comportamenti tipici da lockdown quali gli acquisti tramite Amazon o tramite il canale online in generale. Lavorare da casa consente, infatti, di aumentare gli acquisti da casa dato che al momento della consegna ci si trova presso l’abitazione. A volte ciò che ci limita negli acquisti online è appunto l’ansia della consegna. Non tutti i prodotti vengono consegnati sulla soglia di casa, incustoditi, come fa Amazon. Alcuni venditori richiedono ancora la consegna fisica da parte del corriere.

Ne consegue che l’aumento del lavoro da casa aumenterà in modo significativo il business per le società esposte sui canali online mentre le società ancora fermamente ancorate ai canali fisici (negozi e catene) potrebbero subire una contrazione del proprio business.

Il Covid19 ha veramente trasformato il mondo, o meglio, ha tremendamente velocizzato un processo che era già in corso.

 

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