27 Apr 2025

Rendiconto costi e oneri: aprile, il mese della paura per le banche

Ogni primavera, puntuale come l’arrivo dei ciliegi in fiore, gli istituti di credito italiani devono affrontare un appuntamento che li mette seriamente in agitazione: la spedizione, entro il 30 aprile, del “Rendiconto annuale dei costi e oneri” previsto dalla direttiva MiFID II e recepito nel Regolamento Intermediari di Consob (art. 32). Chiunque possieda un conto titoli o sottoscriva fondi, polizze unit-linked o gestioni patrimoniali riceve — o meglio, dovrebbe ricevere — questo documento, che fotografa in dettaglio tutte le commissioni pagate l’anno precedente: spese di gestione, diritti di custodia, retrocessioni, oneri fiscali, perfino l’impatto delle spese sul rendimento lordo.

Perché le banche tremano

1. Trasparenza obbligatoria, ma dolorosa

La normativa impone di indicare sia l’importo in euro sia la percentuale che i costi hanno eroso dalla performance. Per molti clienti è uno choc scoprire che il 2-3 % annuo di spese apparenti arriva in realtà al 4-4,5 % se si sommano voci “nascoste” come inducement e costi di transazione. Un colpo potenziale alla redditività delle reti che vivono di retrocessioni.

2. Clienti poco informati (per ora)

Un’indagine Morningstar del 2024 ha rivelato che appena il 30 % dei risparmiatori italiani sa dell’esistenza di questo rendiconto ([Agli investitori italiani interessano i costi dei fondi? Le banche, consapevoli di questa disattenzione, non inviano quasi mai una mail o un messaggio push: caricano il rendiconto costi e oneri in un angolo remoto dell’home banking o dell’app, sperando che nessuno vada a cercarlo.

3. Rischio reputazionale

Se il cliente apre gli occhi e confronta i propri costi con le soluzioni a basso TER (Exchange Traded Fund, fondi indicizzati, consulenza fee-only) può decidere di migrare altrove. È il motivo per cui aprile viene vissuto come un “mese nero” nelle direzioni commerciali: si preparano FAQ difensive, script per i private banker e, in certi casi, campagne promozionali lampo per distrarre l’attenzione.

Come viene “imboscato” il Rendiconto Costi e Oneri

– Nomenclature poco intuitive (“rendiconto ex art. 50”, “informativa costi ex post”) che scoraggiano il click;
– Percorsi di download tortuosi: sezioni “documenti” → “informative” → “altri documenti” e via dicendo;
– Versione sintetica vs. versione completa: spesso si pubblica solo il prospetto breve, lasciando al cliente l’onere di chiedere quello dettagliato.

Cosa può (e dovrebbe) fare il risparmiatore

1. Accedere area riservata entro fine aprile e scaricare il file PDF del rendiconto costi e oneri.
2. Analizzare tre numeri chiave:
– Costi totali in euro;
– Impatto percentuale sul rendimento;
– Confronto con benchmark di mercato (ad es. ETF globali con TER < 0,20 %).

3. Richiedere la versione estesa se compare solo l’estratto. È un diritto sancito dalla Raccomandazione Consob 1/2020

4. Valutare un secondo parere: un consulente indipendente privo di conflitti può ricalcolare l’impatto delle spese sul piano finanziario di lungo periodo e proporre soluzioni più efficienti. Uno sguardo critico: la trasparenza non basta Il legislatore ha fatto un grande passo avanti con l’obbligo di rendicontazione, ma la sola disponibilità del dato non garantisce “consapevolezza”. Finché l’informazione non è presentata in modo chiaro, contestualizzata e, soprattutto, valorizzata da una consulenza imparziale, il rischio è che resti lettera morta in un cassetto digitale.

Il vero nodo è culturale: finché il modello prevalente premierà la distribuzione di prodotti costosi invece della qualità del servizio, le banche cercheranno di mascherare il costo reale della relazione con il cliente.

Ad aprile gli istituti di credito si trovano a dover mostrare gli “scheletri nell’armadio” dei costi: un esercizio di trasparenza che può diventare un boomerang, ma che rappresenta anche un’opportunità per i risparmiatori più attenti. Chi prende in mano il rendiconto, lo comprende e agisce di conseguenza guadagna due volte: riduce le spese e impone al sistema finanziario standard più elevati.

Come consulente indipendente, il mio consiglio è semplice: scarica il documento “rendiconto costi e oneri”, leggi le cifre con occhio critico e non accontentarti di spiegazioni sommarie. Se hai dubbi, cerca un parere svincolato da conflitti d’interesse. Le buone scelte di oggi sono i rendimenti composti di domani.

Ricerca Morningstar: CLICCA QUI

Richiedi una periza sui tuoi titoli: Check Up Finanziario

Ultimi articoli finanziari

RENDIMAX conto deposito, ma gli interessi anticipati esistono?

Appena i mercati scendono, puntuali come la tasse, ripartono le pubblicità sui vari conti deposito che offrono una remunerazione sui Leggi tutto

I Buoni Postali sono convenienti o meglio un BTP?

I Buoni Postali sono sottoscrivibili in ogni ufficio postale e sono garantiti dallo Stato Italiano. Senza entrare nel merito del Leggi tutto

ETF quando la banca si arrampica sugli specchi

La normativa MIFID 2 impone a tutte le banche di esporre con chiarezza tutti i costi ex ante di qualsiasi Leggi tutto

Mutui al tasso 0,49% mai così convenienti ma attenzione ai costi assicurativi

I mutui battono un nuovo record storico di convenienza con tassi addirittura sotto al mezzo punto percentuale per i variabili Leggi tutto

telecom vs azionario globale
Otto titoli a piazza affari che hanno perso oltre il 90% negli ultimi 20 anni

Investire su singoli titoli è il primo problema dei portafogli dei clienti. Ecco una lista di titoli che su un periodo Leggi tutto

AZ EQUITY GLOBAL ESG CLASSE A vs iShares Core MSCI World ETF USD Acc

AZ EQUITY GLOBAL ESG CLASSE A vs iShares Core MSCI World ETF USD Acc Gestione attiva vs gestione passiva Ecco Leggi tutto

Top 15 Best Global Brands Ranking (2000-2018)
Top 15 Best Global Brands Ranking (2000-2018)

Nel 2000 le aziende più importanti al mondo erano Cocacola, Microsoft e IBM. Nel 2018 come scoprirai dal video le Leggi tutto

L’importanza della proposta del NASDAQ sulle diversità di genere e minoranze per le aziende quotate

Il Nasdaq ha presentato una proposta per la diversità di genere che prevede che le società quotate debbano avere in Leggi tutto

Nel 2019 in calo del 85% le richieste di consulenza finanziaria online

Nei primi 3 mesi del 2019 le richieste di informazione e di consulenza finanziaria che mi sono arrivate online da parte Leggi tutto

Di chi sono i soldi su un conto corrente cointestato?

La risposta può sembrare scontata e per molti anni l’orientamento prevalente della giurisprudenza ha ritenuto che la giacenza sia di Leggi tutto

H2O Multibonds R, le opinioni di Maximiliano Travagli

H2O Multibonds R, le opinioni di Maximiliano Travagli Il fondo H2O Multibonds R, è già stato additato da molti nel Leggi tutto

Moneyfarm piattaforma di investimento di cui se ne può fare a meno

Moneyfarm le opinioni di Maximiliano Travagli Moneyfarm è una piattaforma di investimento che opera in Italia come succursale di una Leggi tutto

Smart Working e le sue conseguenze nella scelta degli investimenti

Please, Please let me work from home!! Quali sono le caratteristiche del c.d. “smart working”. Tale termine diventato di monda Leggi tutto

Le commissioni sui fondi comuni, il virus dei vostri investimenti

Oltre due terzi dei risparmiatori sono convinti di non pagare alcuna commissione in banca o sui loro prodotti assicurativi per Leggi tutto

CORONAVIRUS Vendiamo i nostri titoli? SI…perché? BOH..

Nel Week end molti si saranno sentiti preoccupati per la situazione di panico nel nord Italia, dovremmo vendere i portafogli Leggi tutto

RICHIEDI UNA CONSULENZA A UNO DEI PRINCIPALI STUDI INDIPENDENTI ASSOCIATI NAFOP IN ITALIA

Range patrimonio finanziario

Privacy Policy